L’esperienza che è iniziata a febbraio 2020 e che ha trovato il suo culmine nel mese di aprile del 2020 ha impartito alcune grandi lezioni che i tutti i professionisti del marketing dovranno imparare e metabolizzare.
Uno dei grandi mantra che negli ultimi mesi ha imperversato in questa disciplina e, ancora di più, nella professione fa riferimento ai concetti di storytelling, di una coerenza di fondo che l’intera comunicazione di un’azienda o di un brand deve avere rispetto alla propria audience.
Questo concetto, tutto sommato, estremamente corretto se preso in piccole dosi, ha trovato la sua peggiore deriva nel concetto sofistico per cui non esiste la verità, ma tutto deve essere inquadrato in uno specifico contesto in modo che la verità non sia più nei fatti che accadono quanto nel modo in cui le cose vengono presentate.
Nella comunicazione di queste settimane si è cercato di veicolare alcuni filoni narrativi, centrati su:
• le regioni del nord, Lombardia in testa, che hanno quasi visto collassare il proprio sistema sanitario perché abitate da un popolo fortemente legato alle attività produttive, ad uno stile di vita centrato sull’incontro e sullo scambio;
• le regioni del sud, Campania in testa, che hanno scoperto una inattesa capacità di autodisciplinarsi e di assumere comportamenti severi e responsabili.
In questa narrazione della vita del nostro Paese si è dato fondo ai peggiori luoghi comuni e se ne sono inventati di nuovi: cittadini delle regioni settentrionali incapaci di non stare in giro per le strade (perché troppo attivi e ligi al dovere produttivo) e cittadini delle regioni meridionali (guardinghi, prudenti nella propria teutonica e un po’ noiosa auto-disciplina che fa coppia con l’atavica indolenza del sud Italia).
In contrapposizione a questo racconto (per certi versi, credibile se non addirittura plausibile) intervengono i dati che Google e Apple hanno messo a disposizione per misurare e controllare la mobilità effettiva nel Paese.
E si scopre che secondo Apple, la martoriata Milano ha avuto una riduzione della mobilità pari a quella di Roma (-82% vs. -83% nel traffico veicolare, -86% vs. -89% in quello pedonale)

Oppure si scopre che, secondo i dati sulla mobilità rilevati da Google grazie al monitoraggio dei dispositivi attrezzati di Android, la Lombardia, dove più forti sono stati i focolai di diffusione del virus, ha avuto contrazioni nella mobilità generale simili a quelli della Campania, dove il virus avrebbe potuto fare un’autentica ecatombe e che, invece, si è distinta per contenimento e disciplina.
E poco contano anche i luoghi comuni di una regione, la Campania, sempre e costantemente piena di persone rispetto alla Lombardia, poiché le due regioni hanno una densità abitativa media pressoché identica: 422,25 abitanti per kmq al sud, 422,76 abitanti per kmq al nord.
Purtroppo, se questi dati parlano di una reazione molto simile, in tutto il Paese, alla diffusione del virus, altri dati rivelano una situazione profondamente diversa: alla data del 27/04/2020 la Lombardia conta 72.889 casi positivi (su una popolazione di 10.088.484), la Campania conta 4.331 casi positivi (su una popolazione di 5.772.625). Lo 0,72% in Lombardia, lo 0,08% in Campania.
Tutto questo pone alcuni temi che, per esigenze narrative, ho definito lezioni, soprattutto per chi fa marketing e si trova sempre a oscillare fra le parole e i numeri:
• il racconto di una storia, salvi rarissimi casi, non può mai distaccarsi troppo dalla realtà dei fatti e dei comportamenti, perché questo può generare una potente distorsione nelle cose che, prima o poi, genera danni;
• non basta un dato per cercare di interpretare la realtà, né lo può fare un luogo comune (che al massimo ne è la caricatura);
• i dettagli sono fondamentali; anche il quadro d’insieme lo è.
Fonti:
Apple – https://www.apple.com/covid19/mobility
Google – https://www.google.com/covid19/mobility/
Diffusione Covid-19 – https://news.google.com/covid19/map?hl=it&gl=IT&ceid=IT:it